Premier League: La guida completa della stagione 22/23

E’ al via la nuova stagione della Premier League, campionato più ricco e seguito al mondo, quella 2022/2023, che vedrà il Manchester City di Guardiola dover difendere il titolo, contro avversari molto ostici che daranno del filo da torcere. I citizens dovranno battagliare fino al fischio finale dell’ultima gara della stagione, prevista per il 28 Maggio 2023. Degli avversari, su tutti, spicca il Liverpool di Klopp: i reds, da diverse stagioni contendono il titolo ai ragazzi di Guardiola, giocandosela punto a punto per tutta la stagione. Sorpassi e controsorpassi mozzafiato tra le due squadre che hanno dato vita ad epiche battaglie. L’antipasto lo hanno servito con la Community Shield dello scorso 30 Luglio, quando al King’s Power Stadium di Leicester, le due squadre si sono date battaglia, seppur in condizioni fisiche non ottimali, dati i carichi di lavoro, offrendo uno spettacolo avvincente per gli spettatori. Uno stadio finalmente pieno, dopo oltre 24 mesi, a causa di una pandemia che ha sconvolto gli equilibri economico- sociali planetari e che, fortunatamente, sembra essere solo un brutto ricordo. Nonostante la felice (soprattutto per gli italiani) parentesi dell’Europeo, quando gli stadi erano pieni ma la paura e la tensione erano palpabili. Come nel film “Inception”, quella tra City e Liverpool è una sfida nella sfida. Sfida tra due super potenze che si giocheranno il titolo a viso aperto, ma anche la sfida tra due super bomber: Erling Haaland per i citizens contro Darwin Nunez, passato in questa sessione di mercato, lo scorso 13 giugno, in forza ai reds. Per una somma complessiva di 75 milioni di euro più 25 di bonus il Benfica ha ceduto il possente bomber; per gli stessi soldi della base fissa (75 milioni) il City ha pagato al Borussia Dortmund la clausola rescissoria di Haaland che, Oltremanica, ha un contratto faraonico di 30 milioni di euro più bonus: l’ultima fatica del compianto Mino Raiola. La sfida tra i due super bomber europei, l’ha vinta l’urugagio: il Liverpool si è imposto per 3-1 sul City e l’ex Benfica ha segnato l’ultimo gol, quello che ha definitvamente chiuso i giochi. Le due squadre si sfideranno ad Anfield Road il prossimo 16 Ottobre, mentre andranno a Manchester il successivo primo aprile 2023. E, nonostante la data, non sarà un “pesce d’aprile” ma una sfida di altissima classifica e per cuori molto forti. Da cardiopalma.

In questa stagione di Premier League, i giocatori non si inginocchieranno più prima di ogni partita, ma rimarranno impegnati a combattere il razzismo e tutte le forme di discriminazione. Il gesto, iniziato a giugno 2020 in solidarietà per la campagna Black Lives Matter, verrà ora utilizzato in momenti specifici della prossima stagione al fine di “Amplificare il messaggio che il razzismo non ha posto nel calcio o nella società”. I capitani della Premier League hanno deciso di farlo in vista della giornata di apertura di questo fine settimana, le partite dedicate a “No Room for Racism” a ottobre e marzo, il Boxing Day a Santo Stefano, l’ultima giornata della stagione e le finali di Fa Cup e Carabao Cup.

I capitani delle squadre hanno spiegato i motivi della scelta: “Abbiamo deciso di selezionare momenti significativi per metterci in ginocchio durante la stagione per evidenziare la nostra unità contro ogni forma di razzismo e così facendo continuiamo a mostrare solidarietà per una causa comune – hanno dichiarato i capitani delle squadre -. Rimaniamo fermamente impegnati a sradicare il pregiudizio razziale per creare una società inclusiva con rispetto e pari opportunità per tutti”. Anche in questa stagione, come di consueto, ci sarà il Boxing Day il 26 dicembre, per il primo incontro post pausa dovuta ai Mondiali qatarioti. Da metà novembre al Boxing Day, infatti, la Premier League andrà in pausa come il resto dei grandi campionati. Campionato già pressatissimo in virtù della League Cup e della FA Cup, il 2022/2023 sarà ancor più complicato in termini di gare, fino a giugno.

Altra Novità di questa stagione è che dopo la MLS anche la Premier League è pronta a rendere pubbliche le registrazioni delle conversazioni che avvengono durante le partite tra arbitri e VAR. Secondo quanto riporta il Times, infatti, la pubblicazione avverrà solo dopo i match del massimo campionato inglese poiché i legislatori non consentono le trasmissioni in diretta. La pratica di pubblicare l’audio su Youtube al termine delle gare è già in uso nella Major League Soccer, il cui capo del settore arbitrale è l’ex direttore di gara Howard Webb che tornerà in Premier League come nuovo capo degli arbitri. La tecnologia video ha suscitato critiche contrastanti da quando è stata introdotta in Premier nel 2019 (in Italia presenta dalla stagione 2017/18) soprattutto per quanto riguarda le chiamate di fuorigioco in seguito ai gol segnati. Nell’ottica di rendere più comprensibili i processi che portano alle decisioni arbitrali, questa iniziativa mira a migliorare la trasparenza nei confronti dei club e dei tifosi. L’amministratore delegato della Premier League, Richard Masters, ha confermato che l’idea ha avuto ampio sostegno: “C’è una visione generale che pubblicare gli audio sia una buona cosa. C’è il desiderio di essere più aperti con i fan riguardo al processo decisionale degli arbitri e noi dobbiamo lavorare su come realizzare questa apertura.”

La prima gara del campionato 2022/2023 è uno dei tantissimi derby di Londra: quello tra Crystal Palace e Arsenal in calendario per il 5 Agosto alle 21. I Gunners dopo un campionato altalenante, hanno conquistato l’accesso alla fase a gironi della Premier League. Dopo aver puntellato la rosa con degli acquisti di valore come Gabriel Jesus e Zinchenko dal Manchester City, la dirigenza sta provvedendo a piazzare gli esuberi, come Torreira (che potrebbe riabbracciare la Serie A) che è costato circa 100 milioni in un lustro, per provare a fare un campionato di vertice. 
Anche il Manchester United ha aspettative molto alte, come quelle dei Gunners: dopo qualche campionato in anonimato i red devils vogliono riprendersi la scena. I derby di Manchester, che esaltano il borgo di Trafford, sono previsti per il 2 Ottobre e, il ritorno, per il 14 Gennaio. Il ritorno subito dopo il Mondiale invernale che è una grossa incognita per il rientro dei Nazionali. Lo United ha deciso di investire in Eriksen: dopo la grande paura dello Scorso Europeo e la rescissione con l’Inter (per le obsolete norme che vigono in Italia) ha giocato una stagione di transizione al Brentford. Appena rientrato in forma, Ten Hag ha deciso di puntare su di lui. A proposito del tecnico: è furioso nei confronti di Cristiano Ronaldo che ha avuto degli atteggiamenti, come lasciare la squadra, tra primo e secondo tempo, per essere stato sostituito all’intervallo durante l’amichevole col Rayo Vallecano. Tanto è vero che il tecnico ha deciso di puntare su Martial (togliendolo, de facto, dal mercato) per la prima di campionato, a discapito di CR7 che verrà spedito in panchina. Il ritorno ai red devils, avrebbe dovuto essere il rientro in Paradiso, ma si sta rivelando essere un inferno. E nessun top club europeo sembra essere disposto ad accollarsi il pesantissimo ingaggio del campione portoghese. Il suo desiderio di disputare la Champions League potrebbe infrangersi contro la dura realtà costituita dalla prigione di cristallo del suo stipendio (oltre che dai diritti di immagine), a meno che, con un plot twist degno di un grandissimo thriller, torni in Patria, allo Sporting Lisbona. Con un grandissimo sforzo da parte di tutti (riduzione ingaggio, accondiscendenza dello united e sforzo economico dei lusitani).

E torna, dopo ben 23 anni di assenza, in Premier League, il Nottingham Forest. Il miglior campionato di calcio del pianeta si accinge a (ri) abbracciare la terza squadra di calcio più vecchia al mondo. La squadra fondata nel 1865 in un pub di Nottingham da «quindici giocatori brillanti», come si legge nella targa commemorativa esposta all’esterno del locale, il “Playwright”. Come colore scelsero il rosso, ma non un rosso qualunque: il rosso Garibaldi in riferimento alle camicie rosse che distinguevano l’armata di volontari di Giuseppe Garibaldi, all’epoca ancora impegnato nelle guerre d’indipendenza italiane. Da allora “Garibaldi Reds” è il soprannome della squadra. Un rientro in grande stile ben quarant’anni dopo le vittorie irripetibili con Brian Clough. Dopo aver compiuto una delle più grandi imprese nella storia di questo sport, a fine anni Settanta, il Nottingham era sparito lentamente dalla circolazione, tra ridimensionamenti e retrocessioni, fino alla promozione ottenuta a Wembley lo scorso maggio, al dodicesimo tentativo. La storia non comune del Nottingham Forest è racchiusa in una curiosità, quella di essere l’unica squadra europea vincitrice di due Coppe dei Campioni, peraltro consecutive, ad essere scesa fino alla terza serie nel suo campionato. Per l’eccezionalità delle vittorie ottenute in Europa, ancora oggi porta due stelle sopra il suo stemma, anche se solitamente le stelle vengono usate per indicare le vittorie dei campionati. A eccezione di alcune coppe vinte nella prima metà del Novecento, a ridosso degli anni Settanta essere una delle squadre più antiche al mondo non significava molto per il Nottingham, finito nell’anonimato della seconda divisione.

La sua storia però cambiò di lì a poco con l’arrivo di un brillante allenatore, Brian Clough, famoso già allora in tutto il Regno Unito per il suo atteggiamento, geniale per alcuni, irritante per tanti altri, come Muhammad Ali, che in un siparietto alla televisione inglese disse: «C’è qualcuno in Inghilterra, questo Brian Clough, che parla troppo e dice di essere come me. Ma c’è solo un Muhammad Ali! Ora parlo io Clough, te smettila!». Clough veniva dal più grande fiasco della sua carriera. Tra gli anni Sessanta e Settanta era diventato famoso per aver portato il Derby County — la squadra della sua città — dalla seconda serie alla vittoria del titolo inglese. La lasciò al termine della sesta stagione e successivamente accettò di prendere il posto lasciato al Leeds United da Don Revie, passato alla guida della nazionale inglese. C’era un problema, però: nonostante il Leeds fosse campione in carica e quindi un posto ambito da ogni allenatore, a Clough non era mai piaciuta quella squadra dal gioco rude al limite della correttezza, composta da un gruppo di giocatori celebri ma ritenuti anche piuttosto arroganti. Accettò l’incarico in una sorta di sfida con sé stesso. Si era messo in testa di poter cambiare il Leeds, ma andò malissimo. Nessuno lo seguì e il suo incarico durò appena quarantaquattro giorni. Poco dopo la notizia del suo esonero, si presentò alla televisione dello Yorkshire con un sorriso quasi ironico stampato in faccia, che fece ancora più effetto quando, alla domanda del presentatore su quale fosse stata la sua reazione all’esonero, rispose: «Oh, molto triste…». Il Nottingham Forest che sta tentando di fare spese in Italia per rinforzare la squadra e ha cercato con insistenza Pinamonti ma anche Freuler. Il debutto dei Garibaldi reds è prevista per Sabato 6 Agosto a Newcastle.
A proposito di Newcastle: dopo quasi tre lustri i magpies cambiano proprietà. Sono passati da Ashley che è rimasto in carica dal 2007 al 2021, ad un fondo di investimento saudita che ha completato l’acquisizione il 7 Ottobre 2021 e ha incaricato, nel ruolo di Presidente (o, per meglio dire, “long-term chairman”) sir John Hall. Nonostante le grandi disponibilità economiche per le manovre di mercato, il Newcastle ha dovuto lottare, e non poco, per conquistare la salvezza. Ma quest’anno punta a fare decisamente meglio, come è nelle aspettative di chi ha rilevato la società.

Anche il West Ham, che debutterà in casa, il 7 Agosto, contro il temibilissimo Manchester City, in un incontro pressoché proibitivo (per gli Hammers). La squadra del quartiere operaio di Londra, dopo essere riuscita ad entrare di diritto nella fase a gironi di Europa League, al termine di un campionato avvincente e di una lotta serratissima, sta conducendo un mercato magistrale: ha acquistato Scamacca dal Sassuolo per 36 milioni più sei di bonus, ed è stato il terzo acquisto più costoso nella storia degli Hammers dopo Haller (a cui vanno gli auguri per la sua lotta) e Felipe Anderson (poi rientrato alla Lazio). L’attaccante, ex Sassuolo, è stato suo malgrado, protagonista di una piccola gaffe. Figlia probabilmente di un refuso grammaticale: nel video di presentazione del giocatore (poi cancellato) il club inglese ha sbagliato il cognome – Scammaca anziché Scamacca – scrivendolo però in modo corretto nelle didascalia di accompagnamento del video. Il giocatore si è convinto dopo alcuni colloqui con l’ex Torino Obiang. Dopo Scamacca, gli Hammers non si sono fermati: hanno prelevato Onana, centrocampista del Lille (omonimo del portiere andato all’Inter) e hanno fatto un tentativo per portare Oltremanica Zielinski e Kostic. Mercato in pompa magna per essere attrezzati ad affrontare una stagione lunga e tortuosa.

Il Tottenham giocherà per le posizioni alte della classifica. Ma il tecnico Antonio Conte smorza i toni e abbassa le aspettative, spiegando che, per puntare al titolo seriamente, occorre fare altri step. Coadiuvato dall’ex Juve Paratici. I due già hanno lavorato insieme nella società della famiglia Agnelli, poi si sono ritrovati insieme nella squadra bianconera di Oltremanica. L’obiettivo dichiarato è quello di piazzarsi in una posizione valida per accedere all’Europa che conta, ma se si riuscisse a portare a casa qualcosa di più, gli Spurs festeggerebbero il tecnico italiano che andrebbe ad arricchire, in maniera decisa e importante il suo palmarès.
Il Leicester, dopo la favola del 2016, quando c’era Claudio Ranieri alla guida, non sono più riusciti a replicare una cavalcata trionfale. Ma quella stagione fu veramente magica: le Foxes pescarono Mahrez dalla quarta divisione inglese e arruolarono un certo Jamie Vardy che, giocava per diletto, di professione faceva il muratore. Un mix magico che portò ad un’annata irripetibile. Lo stesso attaccante è al centro di voci di mercato che lo vorrebbero lontano dalla società che ha creduto e puntato su di lui, consacrandolo ad astro del campionato inglese. Ma ci sono dei top club di Premier su di lui. Chi, invece, è stato oggetto di voci di mercato che poi si sono concretizzate è stato Kasper Schmeicheal: il figlio d’arte è approdato al Nizza: i francesi lo hanno accolto con un video da brividi. Ha provato ad emulare le gesta di papà Peter: entrambi hanno vinto la Premier, ma il padre è riuscito anche nell’impresa di vincere l’Europeo con la Danimarca nel 1992. Impresa di vincere una competizione anche con la Nazionale non riuscita, però, al figlio.

Dopo un ventennio, Roman Abramovich ha dovuto cedere il Chelsea, a causa delle sanzioni subite dal governo inglese dovute allo scoppio della guerra in Ucraina e a causa della sua vicinanza al presidente russo Putin. Dopo mesi di trattative e il via libera alla cessione autorizzato dallo stesso Governo britannico arriva la fumata bianca che fa tirare un sospiro di sollievo al club che si trovava impantanato in una strada senza uscita. Il Club è stato ceduto al consorzio Todd Boehly/Clearlake Capital. Il Chelsea è dunque finito nelle mani del consorzio americano guidato dal fondo Clearlake Capital e dal magnate Todd Boehly, co-proprietario dei Los Angeles Dodgers. Il costo totale dell’affare è di 4,25 miliardi di sterline, poco meno di 5 miliardi di euro. I 2,5 miliardi di sterline versati per l’acquisto delle azioni al vecchio proprietario, sanzionato per il suo legame con Putin, andranno dunque destinati, come da programma, su un conto congelato nel Regno Unito prima di essere dati in beneficenza a sostegno della popolazione ucraina. I restanti 1,75 miliardi, invece, verranno investiti nella crescita dello stesso Chelsea. Roman Abramovich ha scritto una lunga lettera per congedarsi dai Blues, rinnovando il proposito di devolvere i proventi della cessione per coloro che fossero stati colpiti dalla Guerra in Ucraina. “Da quando sono arrivato al Chelsea quasi vent’anni fa, ho assistito in prima persona a ciò che questo Club può ottenere – scrive all’interno di una lunga nota – Sono lieto che questa ricerca sia giunta a una conclusione positiva e nel consegnare il Chelsea ai suoi nuovi padroni di casa, vorrei augurare loro il miglior successo, sia dentro che fuori dal campo”. Abramovich saluta i sostenitori dei Blues per questi anni incredibili e ricorda: “È stato un onore della vita far parte di questo Club – dice – Sono orgoglioso del fatto che, grazie ai nostri successi congiunti, milioni di persone ora beneficeranno della nuova fondazione di beneficenza che è stata creata. Questa è l’eredità che abbiamo creato insieme”. La nuova proprietà non bada a spese, per non essere da meno rispetto al predecessore, e sta portando avanti una campagna acquisti faraonica. Koulibaly dopo 8 stagioni al Napoli ha raggiunto un accordo con i Blues e ha ritrovato anche Jorginho con cui ha condiviso alcune stagioni all’ombra del Vesuvio. Ma il gigante senegalese non è l’unico acquisto esoso: il Chelsea sta provando a chiudere anche per Cucurella per una cifra intorno ai 63 milioni di euro che verserà nelle casse del Brentford.

Brentford che ha avuto il merito di far tornare a giocare seriamente, ma anche serenamente, Christian Eriksen, dopo il grande incubo di Euro 2020, terminato miracolosamente con un lieto fine. Ma il club avrà poco da chiedere al campionato, cercherà di ottenere una salvezza tranquilla, in linea con le aspettative della dirigenza. Aspettativa che vale anche per squadre non proprio blasonate come il Brighton ed il Southampton che giocheranno punto a punto la salvezza. Il campionato più bello del mondo sta per iniziare: HERE WE GO!

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