Cinquant’anni fa, il 19 novembre del 1969, Pele’ segno’ il gol numero mille di una irripetibile carriera. Fu portato in trionfo dallo stadio in festa dopo il rigore calciato con addosso la maglia dell’amato Santos. In quel momento i fortunati spettatori avevano assistito all’ennesima impresa del re del calcio mondiale. Eppure, appena Pele’ inauguro’ il club dei millenari, iniziarono immediatamente a girare voci di un attaccante nato a San Paolo che 1000 gol li aveva fatti prima di O Rei ed era morto a poche settimane dall’impresa della punta nativa di Tres Coracoes. Quel giocatore si chiamava Arthur Friedenreich e si era ritirato dal calcio giocato pochi anni prima che nascesse Pele’.

Friedenreich era figlio di Oscar, commerciante tedesco e Matilde lavandaia afro-brasiliana. Per integrarsi nel Brasile di inizio ‘900, razzista e profondamente spaccato tra borghesia bianca e proletariato nero, il mulatto Arthur Friedenreich inizio’ a lisciarsi i capelli con la brillantina e a schiarirsi il volto con la crema di riso. In questo modo, a 19 anni, riusci’ a giocare per lo Sport Club Germania, squadra della comunita’ tedesca del Brasile. Il calcio degli albori era uno sport diverso. La tattica era molto meno studiata, il pressing inesistente e il gioco particolarmente lento. In questo contesto pero’ Friedenrecich si distinse per l’eleganza dei movimenti e per le capacita’ di finalizzare l’azione.

Miti e leggende sul suo conto si perdono. Secondo quanto riportato da alcuni libri brasiliani non sbaglio’ mai un rigore in carriera. Nel descriverlo Eduardo Galeano disse: “Porto’ nel solenne stadio dei bianchi l’irriverenza dei ragazzi color caffe'”. Il suo talento si mise in mostra soprattutto in occasione della finale del Campeonato Sudamericano (antenato della Copa America) del 1919. Quando nello spareggio contro l’Uruguay per decidere chi avrebbe vinto quel trofeo segno’ dopo 122 minuti. Questo perche’ all’epoca non esistevano i rigori e la finale non poteva essere ripetuta. L’arbitro decise di far giocare altri due tempi supplementari. Di quel torneo fu insieme a Neco il miglior marcatore

In quel momento giocava nel Paulistano dove, secondo i dati ufficiali, mise a segno 220 gol in 177 partite. Con quella squadra ando’ in tourne’e in Europa e nel 1925, in Francia, fece innamorare di se’ il pubblico d’Oltralpe a tal punto che lo chiamarono il “Roi du Football”. Re prima di Pele’ e di Platini. Oggi Le sue capacita’ di realizzatore si perdono nel mito. Si dice avesse chiesto al compagno di squadra Mario de Andrade di contare tutti i suoi gol. E secondo de Andrade le marcature della punta d’origine tedesca sarebbero 1329, Pele’ si e’ fermato a 1281. In molti hanno ridimensionato le statistiche di Friedenreich. Secondo gli storici le reti dell’attaccante di San Paolo sarebbero “soltanto” 1239 e quanto detto da de Andrade frutto di un errore di trascrizione.

Secondo i documenti ufficiali disponibili, che riguardano soltanto 572 partite giocate dall’attaccante del Paulistano, i gol sarebbero 547 e quindi una media di 0,95 reti a partita. Piu’ alta di quella di O Rei (761 reti in 821, media dello 0,92). A 43 anni decise di appendere le scarpe al chiodo e il calcio brasiliano, con la modernizzazione del movimento, fini’ per dimenticarlo. Quando mori’, il 6 settembre del 1969, aveva 77 anni e la stampa brasiliana stava seguendo incantata le gesta del Re del calcio mondiale. Si ricordo’ di Friedenreich proprio quando si tratto’ di comparare le imprese di Pele’ a quelle della punta degli anni venti per cercare di stabilire chi avesse segnato piu’ gol nella storia del calcio. Diversi anni dopo, nel 2008, Rede Globo istitui’ il premio che porta il suo nome per assegnarlo al giocatore che, durante la stagione calcistica brasiliana, ha segnato piu’ gol.