Paulo Dybala, un leader a metà

Cross di Alex Sandro, con il pallone che si appoggia sulla testa di un difensore doriano e si deposita tra i piedi di Locatelli che, dapprima, tenta il tap in vincente ma vedendo sbattere la sfera tra le gambe della difesa avversaria consegna l’oggetto desiderato a Paulo Dybala. La Joya sa come coccolare la sfera, con uno sguardo vede il lato libero della porta per mandarci il pallone come i campioni di biliardo manderebbero l’8 in buca. 1 a 0 e tifosi in visibilio, con i compagni di squadra che festeggiano come fosse il carnevale di Rio, pardòn, la Fiesta de Fin de Ano.
Tra un mate ed un tango la Juventus continua ad appellarsi al talento del 27enne, la Vecchia Signora sembra aver trovato un nuovo cavaliere tornando ad osannare un numero 10 dopo la parentesi portoghese. El diez, colui che trascina la folla con un colpo di genio. Una rete ogni 186 minuti in Serie A ed una ogni 82 in Champions League. È per questi motivi, che con la fascia da capitano al braccio, tra le lacrime lascia il posto a Kulusevski per infortunio. Un leader a metà, che sta crescendo. Campione tra i campioni rimanendo un fuoriclasse nonostante tutto. Il passo sudamericano e quella classe, innata, fondamentale per emergere a Torino. All’ombra della Mole, quelle lacrime, sono sintomo di personalità.

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