Olympiakos, è la fine di un’egemonia calcistica? Cosa sta succedendo nel campionato greco?

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Questa settimana siamo di scena in Grecia, nella Souper Ligka Ellada, il massimo campionato professionistico greco. La Grecia, nazione campione negli europei del 2000, ai danni del Portogallo di Luis Figo, si sta recentemente riassestando dopo un periodo buio di 7-8 anni, che gli è costato una grande assenza dalle competizioni internazionali(europei e mondiali). Colui che è stato messo a capo della nazionale maggiore e Gustavo Poyet, ex Sunderland tra le altre, che ha portato subito la Grecia ad essere prima nel suo raggruppamento C delle Nations League, sbarcando quindi nel livello successivo. Ma come vanno le cose in campionato?

La caduta degli dei?

Una squadra che non sta affatto vivendo un momento facile è la pluricampione di Grecia, l’Olympiakos Piraeus, squadra che ha dominato i recenti campionati greci. Basti pensare ad un semplice dato. Dal 1996 ad oggi , solo 4 volte il campionato non è stato portato al Pireo, zona costiera periferica di Athina, la magnifica capitale greca. Di queste 4 volte, due sono state degli acerrimi rivali del Panathinaikos, una volta dagli altri rivali cittadini dell’AEK e dal Paok Salonicco, la squadra, della regione più a nord della Grecia, che I loro abitanti chiamano “Macedonia”, ma anche la squadra della medesima città che ha dato I natali a Mustapha Kemal Ataturk.

La squadra biancorossa del Pireo è attualmente quinto in campionato, a 10 punti dai rivali del PANA, un divario che sembra poco raggiungibile dalla compagine guidata dall’ex stella madridista Michel. Sono arrivati giocatori eccezionali per il livello del calcio greco, due su tutti Marcelo, anche se avanti con l’età e James Rodriguez, che a differenza del primo, è un giocatore fuori livello per il campionato. Purtroppo però alla squadra sembra non bastare un roster che può contare anche su giocatori importanti come Kostas Manolas, capitano-tifoso del club, insieme all’ex Arsenal Soukratis Papasthatopoulos. In mezzo al campo invece potrebbero fare le fortune del club Samassekou(ex Salisburgo ed Hoffenheim)e l’ex interista Yann M’Vila, ma anche Fortounis e Valbuena, anche se quest’ultimo, al canto del cigno, professionalmente parlando.

Ma anche gli stessi attaccanti come Cedric Bakambu, De la Fuente (entrambi ex Marseille) ed El Arabi sono giocatori che potrebbero vincere un campionato benissimo, eppure è arrivata la sconfitta casalinga contro il Paok questo lunedi sera, che ha creato grande sconforto tra società e tifoseria. Al Georgios Karaiskakis non è bastata la rete di James Rodrigues, che ha risposto al vantaggio bianconero con la sfortunata autorete di Sokratis. Nel secondo tempo, una delle sorprese di questa stagione, Khaled Narey, siglando la sua quarta segnatura in campionato, ha portato la sua squadra al quarto posto dopo 8 giornate. Non sarà facile avere ancora questo parco giocatori il prossimo anno senza l’accesso alla Champions League, ad oggi estremamente impropabile. Che sia la fine di un ciclo incredibilmente vincente? Staremo a vedere.

La capolista che se ne va: il Panathinaikos.

I biancoverdi di Athina, la squadra della parte aristocratica della città(cosi era nata agli inizi), guidati dal serbo Ivan Juvanovic, sta avendo un inizio di stagione favoloso. Sono 8 vittorie su 8 partite giocate, alcune vittorie davvero importanti, come quelle nel derby con l’AEK e la vittoria a Salonicco-Tessaloniki, tutte e due per il medesimo risultato(2-1/1-2). 24 punti, 6 lunghezze in più dei cugini dell’AEK, la squadra fondata dai greci che sono scappati da Constantinopoli-Istanbul dopo la guerra greco-turca. In questo campionato, dove c’è poca competitività e le partite non sono tantissime, anche 6 punti iniziali di vantaggio possono essere decisivi, specialmente se, a differenza dell’Olympiakos, non si giocano le coppe europee(anche se la squadra di James Rodrigues ci giocherà ancora per poco visti I risultati scadenti nel girone di Europa League).

Quali sono i punti di forza della squadra gemellata con la nostra AS Roma? Innanzitutto la difesa, che ha registrato 6 clean sheets su 8 partite disputate. Una squadra a cui difficilmente si riesce a fare gol. Con due gol subiti è la miglior difesa del campionato, seguita dall’Aek a 4, ma che ha un gol segnato in più(15 contro I 14 biancoverdi). Chi sono gli artefici di questo ottimo inizio? In una squadra che alterna diversi stili di gioco la difesa a 4 è una costante, nella quale spunta la figura del croato Zvonimir Sarlija, centrale classe 1996 ex Ankaragucu( ora la squadra di Jese Rodriguez), a cui viene alternata la presenza di Pongouras, Magnusson e l’olandese classe 91’ Schenkeveld. Sulle fasce agiscono, alternandosi: Juankar, Facundo Sanchez, il romeno Ganea e il greco Kotsiras, quessti ultimi due leggermente indietro nelle gerarchie.

La squadra si muove con dei principi di gioco chiaramente offensivi, viene spesso presentata con un 4-3-3/ 4-2-3-1, dove la certezza è la prima punta Adraz Sporar, ex Braga e Sporting Lisbona. Lo sloveno è uno dei bomber del Panathinaikos con 5 gol in 8 partite, un buon rullino. Vicino alla punta agisce del grande talento, dove sono 3 i nomi principali: Bernard, ex stella brasiliana dell’Everton, che Fonseca ha cercato per molto tempo per la sua Roma, che però non sta facendo faville a livello di numeri in Grecia, Sebastian Palacios, argentino classe 92, con 2 gol all’attivo e infine Benjamin Verbic, sloveno classe 93’ ex Dinamo Kiev, uno dei più esperti a livello internazionale della squadra attica. Non mancano comunque giovani greci, come Ionnadis Fotis, classe 2000, esterno d’attacco.

A conclusione delle presentazione della capolista rivelazione del campionato, presentiamo la stella del centrocampo ( a 2 o a 3) della squadra, ovvero un altro sloveno: Adam Gnezda Cerin, il cervello della squadra, che può agire sia da mezz’ala che da play basso e che fa del lavoro sporco e del ripulire palloni le sue caratteristiche principali, oltre che essere dotato di una discreta qualità. Il faro sportivo invece è uno dei tanti spagnoli in squadra, che ha realizzato più della metà dei gol della squadra ellenica: Aitor Cantalapiedra, classe 96’ spagnolo, con un passato nelle giovanili di Villareal e Sevilla, per poi finire al Twente, dove in 56 presenze, ha trovato la rete 20 volte, servendo 12 assist. Insomma, il campione della squadra è chiaramente lui, con i suoi 8 gol in 8 partite. Il n’22 gioca chiaramente da esterno d’attacco al servizio di Sporar, ma ha una classe davvero differente dagli altri giocatori.

Un Panathinaikos che segna il giusto ma subisce quasi zero, che si appresta a smentire voci su possibili cali di rendimento futuri legati forse alla paura di sventare l’egemonia biancorossa in città. Sarà merito, in caso, anche di un italiano: Alberto Brignoli, portiere titolarissimo ex portiere del Benevento all’esordio in Serie A.

Le altre grandi del campionato: Aek, Volos e Paok.

Se da una parte è vero che il Pana stia accumulando successi e consapevolezza, dall’altra ci sono squadre attrezzatissime pronte a far pesare alla capolista qualsiasi passo falso. Una di queste è l’AEK Atene, che con 6 vittorie su 8 mantengono saldo il 2’ posto, cercando magari di inseguire I cugini biancoverdi. I bianco-gialli fanno affidamento su un mix di giovani e giocatori dalla grande esperienza, uno di questi è senz’altro Demagoj Vida, difensore croato ex Besiktas e Dinamo kiev, che fa coppia, nella difesa a 4 dell’ex stella laziale Matias Almeyda, con il camerunense ex Saint Etienne Moukoudi. In mezzo al campo si punta sul talento del Messicano Orbelin Pineda , ex Celta Vigo, che conta già 3 gol in 8 presenze. Ma ci sono altri giocatori fondamentali nel centrocampo a 4 proposto dal tecnico argentino: uno di questi è certamente Damian Szymanski, ormai alla quarta stagione all’AEK, che si occupa della redistribuzione dei palloni che passano per I suoi piedi, anche se è un centrocampista più di rottura.

Un altro centrocampista quasi indispensabile per questo inizio di stagione è lo svedese Eliasson, anche lui con compiti meno offensivi dei suoi colleghi di reparto. Giocatore che lega, insieme a Pineda, centrocampo e attacco è assolutamente Mijat Gacinovic, ex Eintracht Francoforte e, specialmente, ex Panatinhaikos per mezza stagione. Il serbo sta avendo un ottimo rendimento considerata la sua posizione non molto vicina alla porta, ma che ha portato il suo talento ha mostrarsi con due gol e due assist in 7 presenze. Davanti il compito di fare gol spetta a Levi Garcia e Luiz Araujo, che finora non hanno segnato tantissimi gol(5 in due).

Al terzo posto c’è la sorpresa Volos, una squadra, allenata dal francese Tanchot Oswald, che è stata capace di battere in questo inizio di stagione squadre ben più quotate, come l’AEK fuori casa e pareggiando, sempre ad Athina, in casa dell’Olympiakos. Una vera rivelazione in Grecia questa compagine, che vede anche qui una ex conoscenza del campionato italiano come Christian Battocchio, centrocampista passato anche per l’under 21 italiana. Una squadra che parla molto spagnolo, avendo in rosa spagnoli(4) e 2 uruguaji, ma anche due finlandesi, un siriano e un israeliano e due serbi, che sono proprio due giocatori importanti per I sistemi offensivi della squadra: Ozegovic e Deletic infatti hanno fatto ben 6 gol dei 14 gol della squadra, 4 segnati dall’ex Anorthosis.

A conclusione della nostra visita nel campionato greco presentiamo una squadra, il Paok, che ha dato filo da torcere per lungo tempo ai campioni dell’Olympiakos. La squadra della Macedonia greca, la regione originaria dell’immenso Megas Alexandros, Alessandro Il Grande, è a 3 punti dal secondo posto, ma ha tutte le carte in regola per dare fastidio fino alla fine del campionato. In questa squadra milita un ex giocatore di Parma e Spal(tra le altre): Jasmin Kurtic, che regge il centrocampo insieme al’ex Napoli El Kaddouri. Davanti le speranze di Razavn Lucescu, tecnico romeno alla guida del club da diversi anni, può contare su i gol di Nelson Oliveira, attaccante portoghese giramondo e Narey Khaled, ex Fortuna Dussendorf di cui abbiamo ampiamente parlato prima. Una squadra che si presenta con un 4-2-3-1 dove il regista è il portoghese classe 2000 Thiago Dantas, mentre dietro la punta Oliveira gioca quasi sempre Douglas Augusto, brasiliano alla quarta stagione nel nord della Grecia.

di Gabriele Cecchi

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