L’esordio dell’Atalanta negli ottavi di finale della Uefa Champions League non poteva andare meglio di cosi. Certo, sottovalutare la gara di ritorno sarebbe un errore (come fece il PSG nel marzo 2017 contro il Barcellona), ma gli uomini di Gasperini, dopo i quattro goal rifilati ieri sera ai “pipistrelli” spagnoli dovrebbero dormire sogni tranquilli. Ma come sono riusciti i padroni di casa a mettere a segno quattro goal con estrema facilità?

La scelta di Gasperini

Uno degli aspetti più importanti che ha determinato la gara di ieri sera, riguarda la scelta dell’ultimo minuto decisa da Gian Piero Gasperini. Mentre tutti infatti si aspettavano Zapata titolare dal primo minuto, con Ilicic e Gomez a completare il reparto, l’allenatore dei padroni di casa ha optato per la sorpresa dell’ultimo minuto: dentro Pasalic, fuori Zapata. Questa scelta, che evidentemente Albert Celades, l’allenatore del Valencia, non si aspettava, ha cambiato completamente l’impostazione tattica del match. La scelta di giocare senza una “punta di peso” ha infatti ingannato gli ospiti, che hanno optato per una linea difensiva spesso alta, mentre all’Atalanta ha concesso di non lasciare riferimenti ai due centrali e di allargare spesso il gioco. Ed è infatti dalle fasce che sono nati i maggiori pericoli del Valencia, inclusi i goal: la rete dell’uno a zero parte da Gomez che dalla sinistra serve un pallone perfetto a premiare l’inserimento sulla destra di Hateboer; anche il terzo, che vale per la doppietta del giocatore olandese, nasce sempre dalla fascia.

Rischiare molto per vincere tanto

Aldilà della prestazione quasi perfetta dell’Atalanta, il risultato di ieri sera potrebbe essere considerato anche leggermente beffardo. Se infatti vanno riconosciuti i meriti a Gasperini di aver preparato in maniera perfetta la partita più importante della stagione (finora), va anche detto che l’Atalanta, sopratutto dopo l’uno a zero iniziale, e nell’avvio di ripresa, ha rischiato tantissimo. Quando i bergamaschi non riescono a trovare spazio sugli esterni, e sono costretti a giocare nello stretto, ecco che iniziano i problemi. Il Valencia recupera palla, e con Gaya trova spazio per affondare; nasce così l’azione che porta al palo di Torres, quando il risultato era ancora in bilico. Appena qualche minuto più tardi, ecco un’altra azione da goal per il Valencia, sempre dalla sinistra: Hateboer e Caldara si perdono Guedes che gli sfila alle spalle venendo imbucato da Gaya; l’attaccante tira, ma la palla termina fuori di poco.

La serata di Ilicic

Un altro (ennesimo) fattore determinante per il risultato, è stato Josip Ilicic. La sua prestazione infatti, ha consentito all’Atalanta di accelerare proprio nel momento del bisogno. Sul risultato di uno a zero infatti, quando il Valencia sta prendendo coraggio e iniziando pian piano a venir fuori, ecco che Josip “prova e trova” un goal pazzesco: una fucilata sotto l’incrocio che il portiere non riesce a respingere, complice una difesa fin troppo passiva che lo lascia libero di tirare. Ma questo non è stato solamente il suo unico contributo: come possiamo osservare dalle statistiche, l’attaccante sloveno è stato prezioso anche in fase di costruzione di manovra, spostandosi spesso sulla fascia destra e portandosi dietro le attenzioni dei difensori, in modo da favorire gli inserimenti di Gomez a sinistra.