Come è scoppiato l’amore tra Mancini e Josè Mourinho

Certi amori nascono ancora prima di fiorire, e non conta la quantità di tempo trascorso insieme ma la qualità. Gianluca Mancini e Josè Mourinho hanno un rapporto quasi carnale, al gol di El Shaarawy il numero 23 prende la nuca del tecnico davanti al loro popolo come in un tango romantico; il portoghese ricambia e l’amore è corrisposto. Quando il difensore centrale ha gonfiato le trame della rete del CSKA Sofia i due sguardi si sono incrociati e l’uno camminava negli occhi dell’altro, i sorrisi si sono fusi in uno solo.

Mancini e Mourinho sono simili, per mentalità e costanza ma anche per quella voglia di lasciare il segno nella città dei re e degli imperatori. A Roma passano milioni di persone ma poche sono in grado di scrivere i loro nomi in calce tra le vie della città. Lo scorso anno il vice-capitano si è preso la squadra sulle sue spalle con grinta e cattiveria agonistica (la parte sana del gioco del calcio), è stato in grado di avvicinare la tifoseria pur non essendo, i tifosi, presenti allo stadio. Il tecnico di Setubal ha fatto lo stesso, se non meglio, bagnando di entusiasmo la sponda gialla e rossa del Tevere solo con un comunicato; ancora non era sbarcato nella capitale ma già si sentiva profumo di professionalità e di sogni.

Mancini e Mourinho, insieme, possono veramente cambiare la realtà di una popolazione demoralizzata negli ultimi anni ma che è sempre stata ostracista nel tifare l’Associazione Sportiva Roma. Due leader che collaborano per un unico obiettivo, che regalano velocità al circolo virtuoso perchè quando le cose potrebbero andare nel verso sbagliato saranno loro due a prendere per mano un’intera realtà e rimettere tutto nella carreggiata giusta. Capitano senza fascia e vincitore senza ancora avere avuto il tempo di conquistare qualsivoglia tipo di trofeo a Roma e con la Roma.

Mancini e Mourinho si stanno scoprendo e si stanno piacendo, l’amore è scoppiato e con la personalità di entrambi la compagine capitolina può fare un salto in avanti. Nessuna gamba tirata indietro e nessun silenzio elegante, nè in campo e nè in conferenza stampa.

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